Cosa impara un Datore di Lavoro da INAIL sugli infortuni vicino alle linee elettriche aeree
- Studio Tecnico Domenico Alaia

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Molti infortuni mortali avvengono senza che il lavoratore tocchi direttamente una linea elettrica. Basta avvicinarsi troppo con una gru, una PLE, una pompa per calcestruzzo, una scala o perfino con un tubo metallico perché il rischio diventi immediato. Il rischio, però, cambia rapidamente quando nell’attività vengono utilizzati mezzi con bracci estensibili, piattaforme elevabili, gru, pompe per calcestruzzo, scale, ponteggi, attrezzature agricole oppure materiali lunghi e conduttivi.
È proprio in queste situazioni che possono verificarsi infortuni gravi o mortali. Spesso le persone coinvolte non stanno eseguendo lavori elettrici e non sono pienamente consapevoli della possibilità di entrare in una zona pericolosa.
Una recente pubblicazione INAIL dedicata agli infortuni in prossimità delle linee elettriche aeree offre indicazioni molto concrete per il Datore di Lavoro. Il messaggio centrale è chiaro: la prevenzione deve iniziare prima di portare uomini, mezzi e attrezzature nell’area interessata.

Il rischio non riguarda soltanto gli elettricisti
Uno degli aspetti più importanti evidenziati da INAIL è che molti degli infortuni analizzati hanno coinvolto lavoratori impegnati in attività non elettriche. Si tratta, ad esempio, di operai edili, autisti, addetti al carico e scarico, potatori, agricoltori, manutentori, installatori e lavoratori che utilizzano mezzi di sollevamento.
Queste persone non intervengono direttamente sulla linea e possono quindi sottovalutare il rischio elettrico. Il pericolo nasce dal fatto che una parte della macchina, un utensile o un materiale movimentato può avvicinarsi eccessivamente ai conduttori.
Non bisogna pensare soltanto al contatto fisico. In determinate condizioni, un avvicinamento eccessivo può favorire la formazione di un arco elettrico tra la linea e la macchina, l’attrezzatura o la persona. Il rischio deve quindi essere valutato prima che il mezzo tocchi effettivamente il conduttore.
I dati INAIL mostrano la gravità del problema
La scheda INAIL prende in considerazione 169 infortuni gravi o mortali avvenuti tra il 2002 e il 2022 e registrati nella banca dati INFOR.MO., sulla base delle informazioni disponibili a ottobre 2025.
Di questi eventi, 142 hanno avuto conseguenze mortali e 27 hanno provocato lesioni gravi.
Si tratta di numeri che mostrano quanto il rischio legato alle linee elettriche aeree possa avere conseguenze particolarmente severe. Nella maggior parte dei casi analizzati erano coinvolti strumenti, mezzi, macchine o veicoli dotati di parti capaci di raggiungere la zona vicina ai conduttori.
Gli eventi non si concentrano in un unico settore. Il 35% dei casi è avvenuto in cantieri, mentre il 19% ha interessato attività agricole, forestali o di potatura. Il carico e lo scarico dei materiali rappresentano il 17% degli eventi. Un ulteriore 28% riguarda attività di installazione, manutenzione o pulizia, mentre la parte restante è collegata alle operazioni di emergenza e soccorso.
Per il Datore di Lavoro, questo significa che il problema non può essere considerato esclusivamente edile o elettrico. Può riguardare numerose attività produttive e di servizio. Un dato emerge con forza: nella maggior parte dei casi gli operatori non stavano svolgendo lavori elettrici.
La prima lezione: individuare la linea prima di iniziare il lavoro
Il controllo della presenza di linee elettriche aeree dovrebbe rientrare tra le verifiche preliminari svolte durante il sopralluogo.
Non è sufficiente accorgersi della linea quando il mezzo è già arrivato sul posto o quando il lavoratore ha iniziato a sollevare una scala.
La linea deve essere individuata durante la pianificazione dell’attività. È necessario comprenderne la posizione rispetto all’area di lavoro, ai percorsi dei mezzi, alle zone di carico e scarico e ai punti nei quali verranno collocate attrezzature elevabili.
Quando le informazioni non sono chiare, può essere necessario coinvolgere il gestore della linea per conoscere le caratteristiche dell’impianto e valutare le misure da adottare.
Il sopralluogo dovrebbe inoltre considerare la conformazione del terreno, gli ostacoli presenti, le pendenze, la visibilità e lo spazio necessario per le manovre.
Una linea apparentemente lontana dalla posizione iniziale di un mezzo può infatti trovarsi molto vicina alla sua traiettoria durante la rotazione o l’estensione del braccio.
La distanza non si misura soltanto dalla base della macchina
Uno degli errori più frequenti consiste nel valutare la distanza tra la linea e il punto nel quale viene parcheggiato il veicolo.
Il rischio deve invece essere analizzato considerando la massima estensione possibile del mezzo, dell’attrezzatura o del materiale movimentato.
Una gru può ruotare. Una piattaforma elevabile può estendersi in altezza e lateralmente. Il braccio di una pompa per calcestruzzo può modificare rapidamente la propria geometria. Un cassone ribaltabile può avvicinarsi ai conduttori durante il sollevamento.
Anche un materiale trasportato manualmente può diventare pericoloso. Tubi metallici, aste, elementi per ponteggi, scale e componenti di grandi dimensioni possono raggiungere una zona che il lavoratore non aveva considerato.
La valutazione deve quindi riguardare l’intero volume interessato dal movimento, non soltanto il punto nel quale si trova il lavoratore o il mezzo all’inizio dell’operazione.
Le attrezzature coinvolte negli infortuni
La pubblicazione INAIL richiama diverse tipologie di attrezzature presenti nelle dinamiche analizzate. Tra queste figurano le piattaforme di lavoro elevabili e le gru semoventi, le betoniere con bracci articolati per il getto del calcestruzzo, le scale, i trabattelli, i ponteggi e le gru montate sui veicoli.
Sono presenti anche infortuni collegati alla movimentazione di utensili, materiali metallici e oggetti di grandi dimensioni, oltre a eventi verificatisi durante l’utilizzo di mezzi agricoli.
Un caso particolarmente delicato riguarda i cestelli movimentati da un gruista che rimane a terra. Il lavoratore in quota e l’operatore possono osservare la linea da punti di vista diversi. La valutazione della distanza, la comunicazione e i tempi di reazione diventano quindi fattori decisivi.
Il Datore di Lavoro deve assicurarsi che la manovra sia stata pianificata e che tutti gli operatori coinvolti conoscano il limite oltre il quale non è possibile procedere.
Queste attrezzature sono presenti quotidianamente anche in aziende agricole, imprese edili, manutenzioni e attività di logistica.
Cosa prevedono gli articoli 83 e 117 del D.Lgs. 81/2008
L’articolo 83 del D.Lgs. 81/2008 riguarda i lavori non elettrici svolti in vicinanza di linee o impianti con parti attive non protette, o non sufficientemente protette.
La norma stabilisce che tali attività non possono essere svolte a distanze inferiori ai limiti indicati nell’Allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori.
Le distanze indicate dall’Allegato IX variano in base alla tensione nominale della linea:
3 metri per tensioni fino a 1 kV;
3,5 metri per tensioni superiori a 1 kV e fino a 30 kV;
5 metri per tensioni superiori a 30 kV e fino a 132 kV;
7 metri per tensioni superiori a 132 kV.
Queste distanze non devono essere utilizzate in modo approssimativo. La valutazione deve considerare i movimenti delle persone, delle macchine, degli apparecchi di sollevamento e dei materiali, prevedendo un adeguato margine di sicurezza.
Nei cantieri temporanei o mobili trova applicazione anche l’articolo 117. Quando si deve operare in prossimità di parti attive, la norma richiede di adottare almeno una delle misure previste: mettere fuori tensione e in sicurezza la linea, posizionare ostacoli rigidi che impediscano l’avvicinamento oppure mantenere in permanenza persone, macchine e attrezzature a distanza di sicurezza. Il testo coordinato del D.Lgs. 81/2008 aggiornato a gennaio 2026 conferma questi obblighi.
La soluzione più sicura può essere mettere fuori tensione la linea
Quando l’attività può portare mezzi o lavoratori in prossimità della linea, la prima possibilità da valutare è la messa fuori tensione e in sicurezza dell’impianto per tutta la durata dei lavori.
Questa operazione non può essere improvvisata né affidata a personale non autorizzato. Deve essere concordata e gestita con il soggetto responsabile della linea.
Quando la messa fuori tensione non è possibile, occorre adottare misure alternative adeguate. Possono essere utilizzati ostacoli, blocchi o limitazioni fisiche capaci di impedire alla macchina di entrare nella zona pericolosa.
Non basta delimitare genericamente l’area con un nastro o affidarsi all’attenzione dell’operatore. La misura deve essere proporzionata alla macchina, alla velocità del movimento, alla visibilità e alla gravità del rischio.
Il DVR deve descrivere la situazione specifica
Inserire nel DVR una voce generica denominata “rischio elettrico” non è sufficiente.
La valutazione deve spiegare dove sono presenti le linee, quali lavorazioni possono avvicinarsi, quali mezzi vengono utilizzati e come verrà impedito l’ingresso nella zona pericolosa.
Occorre considerare il tipo di attrezzatura, la massima estensione raggiungibile, le modalità di accesso, i percorsi, il posizionamento e le possibili variazioni durante il lavoro.
Il documento dovrebbe inoltre individuare chi controlla il rispetto delle distanze, come vengono gestite le manovre e quali istruzioni devono essere fornite agli operatori.
Quando il lavoro si svolge in un luogo diverso dalla sede aziendale, non è corretto presumere che l’area sia priva di linee solo perché il rischio non è presente abitualmente nell’attività.
La valutazione deve essere adattata al luogo concreto nel quale verrà svolta la lavorazione. Una semplice voce "rischio elettrico" nel DVR difficilmente è sufficiente quando l'attività viene svolta in prossimità di linee aeree.
La pianificazione deve precedere l’arrivo del mezzo
Portare una gru, una piattaforma o una pompa per calcestruzzo sul posto e decidere successivamente come evitare la linea è una gestione troppo tardiva. La posizione della macchina dovrebbe essere stabilita in anticipo. Deve essere verificato se il mezzo può completare l’intera operazione senza invadere la zona pericolosa.
Anche il tragitto seguito per entrare, spostarsi e uscire dall’area deve essere valutato.
Alcuni infortuni possono verificarsi non durante la lavorazione principale, ma mentre il mezzo viene trasferito con un braccio o una parte mobile non completamente abbassati.
La pianificazione deve quindi considerare anche le condizioni che possono cambiare nel corso dell’attività: materiali che modificano lo spazio disponibile, terreni che cedono, mezzi che vengono riposizionati o lavorazioni contemporanee che interferiscono tra loro.
Informazione e formazione devono essere specifiche
Un lavoratore può avere ricevuto la formazione generale e specifica sulla sicurezza senza conoscere il rischio collegato alle linee elettriche aeree. Prima dell’attività deve sapere che non è necessario toccare il conduttore per trovarsi in una situazione pericolosa.
Deve conoscere la zona nella quale non può entrare e comprendere quali parti della macchina o del materiale possono avvicinarsi alla linea.
Le istruzioni devono essere riferite alla lavorazione reale.
Dire genericamente di “fare attenzione ai cavi” non rappresenta una procedura sufficiente. L’operatore deve sapere dove posizionare il mezzo, quali movimenti sono consentiti, quando interrompere la manovra e chi contattare in caso di dubbio.
Anche il personale a terra deve essere informato. Una persona che tocca una macchina o un elemento collegato al mezzo può essere esposta al pericolo se si verifica un contatto o un arco elettrico.
Il controllo durante i lavori non può essere soltanto formale
INAIL richiama l’importanza dei controlli effettuati dal responsabile dei lavori e del coordinamento con il gestore della linea. Una procedura corretta può diventare inefficace se, durante l’attività, il mezzo viene spostato, la zona viene occupata o le barriere vengono rimosse.
La vigilanza deve quindi verificare che le condizioni stabilite durante la pianificazione rimangano valide.
Chi svolge il controllo deve avere una visuale adeguata e poter interrompere immediatamente la lavorazione. Nei casi in cui il movimento venga guidato da un operatore a terra, devono essere definiti segnali e modalità di comunicazione comprensibili.
Il controllo non deve trasformarsi in una semplice presenza. Deve essere un’attività concreta di verifica delle distanze, delle traiettorie e delle condizioni operative.
I rilevatori di tensione non sostituiscono le misure di prevenzione
Sul mercato sono disponibili dispositivi capaci di rilevare, senza contatto, la presenza di un campo elettrico e attivare un allarme durante l’avvicinamento a una linea. Questi strumenti possono costituire una misura aggiuntiva, ma non devono essere considerati una protezione sufficiente.
La loro risposta può dipendere dalla tensione effettiva, dalla distanza, dall’umidità e da altre condizioni ambientali. L’attivazione dell’allarme non indica con certezza il superamento della distanza prevista dall’Allegato IX.
INAIL precisa inoltre che i rilevatori personali di questo tipo non sono dispositivi di protezione individuale e non sostituiscono la strumentazione utilizzata nei lavori elettrici per verificare l’assenza di tensione.
Il Datore di Lavoro non può quindi affidare la sicurezza esclusivamente a un allarme. La base della prevenzione rimane la pianificazione del lavoro e l’impedimento dell’avvicinamento pericoloso.
Le misure adottate devono essere documentate
Quando l’attività viene svolta in prossimità della linea, la valutazione delle distanze e le condizioni di sicurezza devono essere documentate. È importante conservare le informazioni relative al sopralluogo, agli accordi con il gestore, alla messa fuori tensione, alle barriere installate e alle limitazioni introdotte.
Devono essere documentate anche le istruzioni fornite agli operatori e i controlli programmati.
La documentazione non serve soltanto in caso di ispezione. Permette di trasferire correttamente le informazioni tra chi organizza l’attività, chi conduce il mezzo e chi vigila durante il lavoro.
Una procedura conosciuta soltanto verbalmente rischia di essere interpretata in modo
diverso dai soggetti coinvolti.
Le conseguenze per il Datore di Lavoro
Le violazioni degli articoli 83 e 117 possono comportare sanzioni penali a carico del Datore di Lavoro e del dirigente. La mancata adozione di disposizioni organizzative e procedurali idonee durante i lavori in prossimità di linee elettriche rientra inoltre tra le gravi violazioni che possono incidere sulla prosecuzione dell’attività.
Per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili, le violazioni possono avere conseguenze anche sulla patente a crediti. La disciplina considera, tra gli illeciti rilevanti, i lavori vicino a linee elettriche o conduttori nudi in tensione svolti senza adeguate misure organizzative e procedurali.
La questione, però, non deve essere affrontata soltanto dal punto di vista sanzionatorio. I dati INAIL mostrano che un errore di valutazione può produrre conseguenze irreversibili.
Le domande che il Datore di Lavoro dovrebbe porsi
Prima di autorizzare un’attività vicino a una linea aerea, il Datore di Lavoro dovrebbe essere in grado di rispondere ad alcune domande essenziali.
La linea è stata individuata e ne conosciamo la tensione? Il mezzo può raggiungerla durante la massima estensione o rotazione? È possibile metterla fuori tensione? Le distanze sono state verificate considerando anche utensili, carichi e materiali? Chi controllerà le manovre? I lavoratori hanno ricevuto istruzioni specifiche?
Quando una di queste risposte manca, la lavorazione non dovrebbe iniziare.
La pressione sui tempi, la necessità di completare un carico o la breve durata dell’intervento non riducono il pericolo. Molti eventi gravi nascono proprio da operazioni considerate semplici, veloci o abituali.

La lezione di INAIL: il rischio deve essere eliminato prima della manovra
La principale indicazione che emerge dall’analisi INAIL è che gli infortuni vicino alle linee elettriche aeree possono essere prevenuti attraverso una pianificazione concreta.
Il Datore di Lavoro deve individuare le linee durante il sopralluogo, valutare la massima estensione di mezzi e materiali, definire le distanze, coinvolgere il gestore quando necessario e impedire fisicamente o organizzativamente l’ingresso nella zona pericolosa.
Informazione, formazione e vigilanza completano il sistema, ma non possono compensare una lavorazione organizzata male.
Lo Studio Tecnico Domenico Alaia supporta imprese, aziende agricole, cantieri e attività produttive nella valutazione dei rischi, nell’aggiornamento del DVR e nella definizione delle procedure di sicurezza per le lavorazioni svolte in prossimità di linee elettriche aeree.
CHECK LIST
Prima di lavorare vicino a una linea elettrica
Verifica che:
□ la linea sia stata individuata;
□ sia nota la tensione;
□ siano rispettate le distanze dell'Allegato IX;
□ sia stata valutata la massima estensione del mezzo;
□ il gestore sia stato coinvolto quando necessario;
□ gli operatori abbiano ricevuto istruzioni specifiche;
□ sia individuato chi controlla le manovre.
Durante i sopralluoghi capita spesso che l'attenzione sia concentrata sul punto in cui il mezzo viene posizionato, mentre viene sottovalutata la traiettoria che il braccio, il cestello o il materiale possono assumere durante la lavorazione. È proprio in queste fasi che il rischio di avvicinamento alla linea può aumentare rapidamente
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