top of page

Segnaletica stradale nei lavori: cosa deve verificare il Datore di Lavoro prima di iniziare

Immagine del redattore: Studio Tecnico Domenico Alaia
Studio Tecnico Domenico Alaia
11 ore fa
Tempo di lettura: 10 min

Un furgone si ferma sul margine della strada. Due lavoratori scendono per posizionare alcuni cartelli e delimitare la zona in cui dovrà essere effettuato un intervento.


Il lavoro vero e proprio non è ancora iniziato, ma una delle fasi più delicate sì.


Chi posa la segnaletica si trova infatti a lavorare mentre il traffico continua a scorrere. I conducenti possono arrivare a velocità elevata, accorgersi tardi del cantiere, cambiare corsia improvvisamente o invadere l’area destinata ai lavoratori.


Per questo la segnaletica stradale temporanea non è semplicemente un insieme di cartelli da posizionare secondo uno schema. È una misura di prevenzione che deve essere progettata insieme all’organizzazione dell’intervento.


Il Decreto interministeriale del 22 gennaio 2019, adottato in attuazione dell’articolo 161 del D.Lgs. 81/2008, disciplina proprio le procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica durante le attività lavorative svolte in presenza di traffico veicolare. Il decreto è tuttora richiamato nel testo coordinato del D.Lgs. 81/2008 pubblicato dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro nel gennaio 2026. 


Per il Datore di Lavoro, però, la domanda più utile non è soltanto: “Abbiamo tutti i cartelli previsti?”


È: “I lavoratori riescono a posizionarli, mantenerli e rimuoverli senza esporsi inutilmente al traffico?”


Operatori stradali con abbigliamento ad alta visibilità posizionano segnaletica temporanea, coni e barriere per delimitare un cantiere lungo la carreggiata.

Il rischio comincia prima dell’apertura del cantiere

Quando pensiamo a un cantiere stradale, immaginiamo normalmente l’area già delimitata.


Ma qualcuno deve arrivare sul posto e creare quella delimitazione.


È proprio durante la posa, la modifica e la rimozione della segnaletica che i lavoratori possono trovarsi direttamente esposti al traffico. L’Allegato I al Decreto del 22 gennaio 2019 considera espressamente queste fasi come attività caratterizzate dal rischio derivante dall’interferenza con i veicoli in transito.


La sicurezza della segnaletica temporanea non comincia quando tutti i cartelli sono già al loro posto. Comincia prima che il primo lavoratore scenda dal mezzo.


Prima dell'intervento dovrebbe essere già chiaro come verrà posata la segnaletica, in quale sequenza e con quali modalità di protezione rispetto al traffico.


La pianificazione deve tenere conto della tipologia di strada, delle condizioni di traffico e visibilità, degli spazi disponibili, dei veicoli utilizzati e della sequenza delle operazioni.


Il punto è semplice: non basta verificare se lo schema di segnalamento è corretto. Bisogna verificare anche se i lavoratori possono realizzarlo in sicurezza nelle condizioni reali della strada.


La segnaletica deve dare tempo al conducente di capire cosa sta accadendo

Un cartello tecnicamente corretto può essere poco efficace se viene visto troppo tardi.

La funzione della presegnalazione è proprio quella di informare l’utente prima che raggiunga la zona di interferenza, indurlo a prestare maggiore attenzione e permettergli di rallentare senza manovre improvvise.


Il Decreto del 2019 stabilisce che l’inizio dell’intervento debba essere opportunamente presegnalato e che il sistema utilizzato venga scelto in funzione della tipologia di attività e della categoria di strada. Possono essere utilizzati, a seconda della situazione, sbandieramento, dispositivi sui mezzi, pannelli a messaggio variabile o altre soluzioni adeguate.


Per il Datore di Lavoro questo significa verificare qualcosa di più concreto della presenza dei segnali:

da quale distanza un automobilista può realmente capire che davanti a lui c’è un’attività lavorativa?


Una curva, un dosso, una galleria, vegetazione, veicoli in sosta o condizioni di scarsa visibilità possono cambiare completamente la risposta.


Copiare uno schema standard non basta

Gli schemi di segnalamento temporaneo sono un riferimento fondamentale, ma il luogo nel quale vengono applicati deve essere valutato realmente.


Lo stesso principio vale anche all'interno delle aziende, dove percorsi, visibilità e interferenze tra pedoni e mezzi devono essere valutati nelle condizioni reali di lavoro.


Ne abbiamo parlato nell'approfondimento sulla viabilità aziendale e sul rischio di investimento. 


Una strada urbana con traffico lento non presenta le stesse condizioni di una strada extraurbana percorsa a velocità elevata.


Anche due interventi sulla stessa strada possono essere diversi se cambiano orario, intensità del traffico, visibilità o spazio disponibile.


La normativa prevede infatti che l’organizzazione della squadra tenga conto della tipologia di intervento, della categoria stradale, del sistema segnaletico necessario e delle condizioni atmosferiche e di visibilità.


Prima dell’intervento il Datore di Lavoro dovrebbe quindi chiedersi:

quale spazio sarà realmente disponibile per lavorare?

  • Da dove arriveranno i veicoli?

  • Il conducente avrà tempo sufficiente per vedere e interpretare i segnali?

  • Esiste una zona nella quale gli operatori possono ripararsi rapidamente se un mezzo non rallenta?

  • Il sistema deve essere costruito sulla strada reale, non soltanto sulla tavola progettuale.


La posa dei cartelli è essa stessa una lavorazione da pianificare

Non basta decidere dove dovranno trovarsi i segnali quando il cantiere sarà completo.

Bisogna stabilire come verranno portati in quella posizione.


L’Allegato I definisce specifiche procedure per gli spostamenti a piedi, l’attraversamento delle carreggiate, la sosta dei veicoli operativi, la posa e la rimozione della segnaletica.

La logica generale è ridurre quanto più possibile il tempo trascorso dagli operatori nelle zone esposte al traffico.


Ad esempio, nell’installazione la segnaletica viene posata nell’ordine in cui viene incontrata dagli utenti della strada: prima l’avvicinamento, poi la posizione del cantiere e infine la fine delle prescrizioni. La posa deve avvenire facendo in modo che i segnali risultino visibili senza diventare essi stessi un ostacolo alla traiettoria dei veicoli.


Per il Datore di Lavoro è quindi utile osservare la squadra anche nella fase apparentemente più semplice.


Se un lavoratore deve attraversare continuamente la carreggiata, trasportare troppi elementi insieme oppure sostare a lungo esposto al traffico, probabilmente la procedura può essere organizzata meglio.


Attraversare la strada non deve diventare un gesto abituale

Durante la posa può essere necessario raggiungere il lato opposto della carreggiata.

Ma l’attraversamento non dovrebbe essere considerato una normale operazione da ripetere liberamente.


Il Decreto del 2019 stabilisce che gli attraversamenti a piedi debbano essere limitati e svolti nelle migliori condizioni di sicurezza, prevedendo cautele ulteriori sulle strade con almeno due corsie per senso di marcia o nei tratti a visibilità ridotta. 


Questo principio può essere tradotto in una verifica molto semplice.


Quante volte deve attraversare un lavoratore per allestire il cantiere?

È possibile preparare diversamente il materiale?

Si può utilizzare il mezzo di servizio per ridurre gli spostamenti?

Esiste una sequenza di posa che evita attraversamenti ripetuti?


Ridurre l’esposizione è spesso più efficace che limitarsi a ricordare al lavoratore di fare attenzione.


Il preposto deve realmente guidare l’intervento

Le attività di posa e rimozione richiedono coordinamento.

Una persona deve sapere dove si trovano gli operatori, quale fase è in corso e quando è possibile procedere.


Il Decreto del 22 gennaio 2019 stabilisce che la gestione operativa dell’intervento sia effettuata da un preposto che abbia ricevuto la formazione prevista dal decreto, responsabile della guida e del controllo delle operazioni dalla presegnalazione iniziale fino alla conclusione. Quando la distanza tra gli operatori impedisce un coordinamento visivo efficace, devono essere utilizzati adeguati mezzi di comunicazione.


Il ruolo non dovrebbe quindi essere soltanto nominale.


Nella pratica, questo significa che prima dell'intervento dovrebbe essere chiaro: 

chi coordina?

Chi autorizza il passaggio alla fase successiva?

Chi decide di sospendere?

Come comunicano gli operatori quando non possono vedersi?


Se queste risposte vengono definite soltanto una volta arrivati sulla strada, l’organizzazione è già in ritardo.


Il traffico può rendere sbagliato in pochi minuti ciò che era stato pianificato

Una valutazione corretta alle otto del mattino può non esserlo più un’ora dopo.

Può aumentare il traffico. Possono peggiorare visibilità e condizioni di aderenza della pavimentazione. Può comparire nebbia o verificarsi una situazione meteorologica che renda non più sicuro proseguire. 


Anche il cantiere può cambiare: un mezzo viene spostato, il fronte di lavoro avanza oppure diventa necessario occupare una porzione diversa della carreggiata.


Il Decreto del 2019 prevede che, qualora sopraggiungano condizioni tali da limitare notevolmente la visibilità o l'aderenza della pavimentazione, le attività siano immediatamente sospese, sempre che lo smantellamento del cantiere e la rimozione della segnaletica non costituiscano un pericolo più grave per i lavoratori e per l'utenza stradale. 


Questo significa che il Datore di Lavoro deve predisporre una procedura capace di adattarsi.


Il piano non dovrebbe dire soltanto come iniziare.


Dovrebbe chiarire quando non continuare.


Anche il veicolo di servizio può diventare una protezione o un pericolo

Il furgone o il mezzo operativo utilizzato dalla squadra non è un semplice mezzo di trasporto.


La sua posizione può incidere direttamente sulla sicurezza.


Una fermata effettuata in prossimità di una curva, di un dosso o in una zona poco visibile può aumentare il rischio sia per gli operatori sia per gli utenti della strada.


Il Decreto considera la sosta e persino la semplice fermata dei veicoli operativi un fattore di rischio elevato e ne limita  alle effettive esigenze dell’intervento. I mezzi devono inoltre essere adeguatamente segnalati attraverso dispositivi luminosi, pannelli o altri sistemi previsti in relazione alla strada e all’attività.


Il Datore di Lavoro dovrebbe quindi verificare dove viene fermato il mezzo, da quale lato scendono gli operatori e come il suo posizionamento incide sull'esposizione della squadra al traffico. 


Entrare e uscire dal cantiere è una fase delicata

Una volta creato il cantiere, potrebbe sembrare che il rischio principale sia stato risolto.

In realtà restano le manovre di ingresso e uscita.


Un mezzo che si immette lentamente nel traffico, attraversa una corsia oppure entra nell’area delimitata può provocare reazioni improvvise nei veicoli sopraggiungenti.


Il Decreto disciplina anche le modalità di entrata e uscita dal cantiere, prevedendo specifiche cautele per ridurre l'interferenza con il traffico e tutelare gli operatori e gli utenti della strada. 


Anche qui la domanda pratica è importante:

il conducente sa esattamente come deve entrare e uscire oppure decide sul momento?


Più una manovra interferisce con il traffico, meno dovrebbe essere lasciata all’improvvisazione.


Alta visibilità: non basta indossare un qualsiasi gilet fluorescente

Essere visibili significa dare al conducente il tempo necessario per riconoscere la presenza del lavoratore.


Per le attività rientranti nel Decreto del 22 gennaio 2019 gli indumenti ad alta visibilità devono rispondere alla UNI EN ISO 20471. Il decreto prevede classe 3 sulle strade di categoria A, B, C e D e almeno classe 2 sulle strade E ed F, urbane ed extraurbane; gli indumenti di classe 1 non sono ammessi per queste attività.


Per il Datore di Lavoro la verifica non dovrebbe limitarsi all’acquisto.

Gli indumenti sono quelli corretti rispetto alla strada?

Sono ancora in buono stato?

Le bande retroriflettenti mantengono la loro efficacia?

Vengono effettivamente indossati prima dell’esposizione al traffico?


Un capo deteriorato o coperto da altri indumenti può ridurre proprio quella funzione per cui è stato scelto.


Formazione e addestramento devono riguardare chi opera realmente sulla strada

Posizionare la segnaletica in presenza di traffico non è una normale attività di movimentazione di cartelli.


Il Decreto prevede che gli addetti a queste attività ricevano informazione, formazione e addestramento specifici e disciplina nell'Allegato II la formazione di lavoratori e preposti. 


L’Allegato II disciplina inoltre l’aggiornamento: per lavoratori e preposti la formazione deve essere aggiornata nel corso di ogni quinquennio, con interventi per una durata complessiva minima di sei ore, in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche o di interruzione prolungata dell'attività lavorativa. 


Ma anche qui l’attestato non dovrebbe chiudere la verifica.

Il lavoratore sa realmente come uscire dal mezzo senza esporsi al traffico?

Sa come effettuare una presegnalazione?

Conosce la sequenza prevista per la posa?

Sa dove posizionarsi durante lo sbandieramento?

Sa cosa fare se la situazione non corrisponde più a quella pianificata?


La formazione deve diventare comportamento operativo.


Per approfondire i percorsi formativi disponibili, consulta la pagina dedicata alla formazione sulla sicurezza sul lavoro.


Lo sbandieramento non significa semplicemente agitare una bandiera

Quando viene utilizzato lo sbandieramento, anche questa attività deve seguire una procedura.


L’operatore deve collocarsi in una posizione che consenta agli utenti di percepire per tempo la segnalazione e rallentare progressivamente, privilegiando i tratti con maggiore visibilità e mantenendo, quando possibile, una possibilità di allontanarsi rapidamente in caso di pericolo.


Il Decreto descrive anche le modalità di movimento della bandiera e stabilisce che l’operatore debba rimanere rivolto verso il traffico.


La ragione è pratica: l’obiettivo non è sorprendere l’automobilista.


È permettergli di comprendere la situazione senza generare frenate o cambi di direzione improvvisi.


Il momento della rimozione non è “lavoro finito”

Alla conclusione dell’intervento può diminuire l’attenzione.

Il lavoro tecnico è stato completato, gli operatori vogliono liberare rapidamente la strada e rientrare.


Ma fino a quando l’ultimo elemento della segnalazione non è stato rimosso, la squadra continua a lavorare in presenza del traffico.


La disinstallazione deve quindi essere pianificata con la stessa attenzione della posa.

Il Decreto prevede, in generale, che la rimozione avvenga nell'ordine inverso rispetto alle operazioni di posa. 


Occorre stabilire la sequenza, mantenere la necessaria presegnalazione e impedire che il progressivo smantellamento delle protezioni lasci improvvisamente un operatore esposto.


La fretta di concludere non deve modificare le procedure.


Un cantiere ben segnalato non elimina completamente il rischio

La segnaletica è essenziale, ma non può controllare ogni comportamento degli utenti della strada.


Le analisi Infor.Mo mostrano come negli eventi di investimento possano concorrere anche comportamenti ed errori nella conduzione dei mezzi, tra cui velocità non adeguata e invasione di aree dedicate agli operatori. 


Il dato va letto correttamente.


Non significa che la segnaletica sia inutile.


Significa che il Datore di Lavoro deve progettare l’intervento tenendo conto anche della possibilità che un conducente commetta un errore.


Quando il rischio lo richiede, la sola presenza del cartello può quindi dover essere integrata con delimitazioni, mezzi di protezione, sistemi di presegnalazione e un’organizzazione che riduca la permanenza dei lavoratori nelle zone più esposte.


Cosa dovrebbe verificare concretamente il Datore di Lavoro

Prima di autorizzare un intervento in presenza di traffico, il controllo può essere organizzato attorno ad alcune domande essenziali:

  • la strada e il punto di intervento sono stati osservati prima dell’inizio?

  • lo schema di segnalamento è adatto alle condizioni reali?

  • il traffico ha sufficiente visibilità e spazio per rallentare?

  • è stato stabilito come verranno posati e rimossi i segnali?

  • gli attraversamenti a piedi sono stati ridotti al minimo?

  • il preposto e le modalità di comunicazione sono stati definiti?

  • i lavoratori possiedono formazione e addestramento adeguati?

  • gli indumenti ad alta visibilità sono corretti e in buono stato?

  • mezzi e materiali possono essere movimentati senza esporre inutilmente gli operatori?

  • è chiaro quando l'attività deve essere sospesa o l'organizzazione rivalutata se cambiano le condizioni di traffico, visibilità o aderenza della pavimentazione? 


La checklist non deve diventare l’ennesimo foglio da compilare.


Deve portare a una decisione: possiamo iniziare in queste condizioni oppure dobbiamo modificare l’organizzazione?


Segnaletica stradale nei lavori: otto verifiche per il Datore di Lavoro su pianificazione, segnali, DPI, preposto, mezzi di servizio, monitoraggio e rimozione in sicurezza del cantiere.

La barriera concreta: prima si mette in sicurezza l’intervento, poi si inizia il lavoro

Nel lavoro su strada esiste una tentazione comprensibile: considerare l’allestimento come una fase preliminare da svolgere velocemente per poter iniziare l’attività principale.

L’impostazione dovrebbe essere opposta.


La posa della segnaletica è già parte del lavoro e deve avere una propria organizzazione di sicurezza.


Il cantiere non diventa sicuro perché sono stati posati molti cartelli.


Diventa più sicuro quando la segnaletica, la posizione dei lavoratori, i mezzi e il comportamento della squadra sono stati progettati come un unico sistema.


Lo stesso principio vale per la valutazione dei rischi: procedure e documenti sono realmente utili quando descrivono il lavoro così come viene svolto. È il tema che abbiamo approfondito nell'articolo sul DVR e sul lavoro reale. 


Lo Studio Tecnico Domenico Alaia supporta imprese e Datori di Lavoro nella valutazione dei rischi, nell’organizzazione delle attività di cantiere e nella formazione prevista per i lavoratori, compresi gli interventi svolti in presenza di traffico veicolare.


Per una consulenza personalizzata sulla sicurezza nella tua azienda:

📞 +39 379 256 8067

Scrivici, ti ricontatteremo al più presto

bottom of page